Chi sei e quale ruolo ricopri nell’azienda?
Sono Miriam Provenzano e ricopro il ruolo di responsabile delle risorse umane.
Da quanto tempo lavori in questa azienda?
Dal 2021
Quali sono le tue principali mansioni e responsabilità?
Mi occupo di tutti gli aspetti legati alle risorse umane. Gestisco l’intero processo, dalla fase pre-assunzione in cui, insieme alla direzione, definiamo il profilo da ricercare, alla ricerca e selezione dei candidati e alla proposta economica. Dopo l’assunzione, mi dedico all’onboarding e accompagno i dipendenti lungo il loro percorso in azienda, occupandomi di formazione, organizzazione aziendale, definizione dei ruoli e gestione degli aspetti economici. Mi occupo anche di iniziative rivolte al personale e del processo di offboarding. Inoltre, gestisco i rapporti con fornitori esterni, come agenzie per il lavoro, enti pubblici, centri per l’impiego e studi di consulenza, ovvero tutto ciò che è necessario per la gestione del personale.
Quali sono le sfide che affronti quotidianamente?
Una delle sfide principali è trovare personale qualificato, soprattutto in Abruzzo. Per i profili più alti, la difficoltà è individuare le competenze tecniche necessarie; per i profili junior, invece, è trovare le soft skills che rispecchino i nostri valori. Un’altra sfida è la gestione della vita aziendale: siamo una realtà con molte persone, ognuna con le proprie idee e necessità, e riuscire a valorizzare ciascuno conciliandolo con l’organizzazione aziendale non è sempre semplice.
Mi descrivi una tua giornata tipo?
La mia giornata non è scandita da una pianificazione rigida, ci sono alcuni appuntamenti programmati, come colloqui o riunioni con la direzione, ma è soprattutto il resto a occupare gran parte del mio tempo. Tra un incontro e l’altro, mi dedico a tutto ciò che rientra nel mio ruolo: formazioni, contratti, avanzamenti di carriera e procedure aziendali. Avendo costruito questa posizione da zero, gestisco responsabilità molto ampie, che spaziano dalle attività documentali, ai colloqui fino all’organizzazione interna. Ogni giornata è diversa, ma cerco sempre di lavorare in modo strutturato, con l’obiettivo di creare processi e strutture che migliorino non solo il mio lavoro, ma soprattutto quello dei miei colleghi.
Ci sono progetti o momenti che ti hanno particolarmente entusiasmato?
Mi entusiasmo tutte le volte in cui faccio qualcosa di nuovo, cosa che accade quasi quotidianamente. Un momento particolarmente significativo è stato quando ho iniziato a lavorare sul progetto legato all’Albania: è stato come essere assunta di nuovo per la prima volta, ho dovuto creare tutto da zero, affrontando un mercato e un personale completamente nuovi. Mi appassiona anche organizzare formazioni di gruppo, cercando di conciliare le esigenze di tutti, e vedere che il risultato finale è positivo. Mi dà grande soddisfazione riuscire a valorizzare i dipendenti che meritano, ad esempio attraverso avanzamenti di carriera o altre forme di riconoscimento. Infine, trovo entusiasmante assumere persone entusiaste e proattive.
Come gestisci il bilanciamento tra vita professionale e personale?
Pur avendo un ruolo di responsabilità, considero fondamentale mantenere un equilibrio tra lavoro e vita privata. Cerco di rispettare gli orari lavorativi, dalle 9:00 alle 18:00, e di trasmettere questa filosofia anche ai colleghi. Ovviamente, ci sono situazioni in cui è necessario fare di più, ma ogni sforzo viene sempre ricompensato dall’azienda. Inizialmente lavoravo part-time, ma il carico di lavoro mi ha portata a passare al tempo pieno. Cerco comunque di concentrare tutto nelle ore di lavoro, anche se a volte porto a casa qualche preoccupazione. Da quest’anno, abbiamo introdotto benefit come il telelavoro e la flessibilità in entrata e uscita. Personalmente, non sempre riesco a sfruttarli perché il mio ruolo richiede molta presenza, ma credo che siano iniziative utili per favorire un buon equilibrio tra lavoro e vita personale.
Come ti interfacci con gli altri reparti aziendali? Quali sono le interazioni più frequenti?
Mi interfaccio quotidianamente con la direzione e con i responsabili di area, che a loro volta coordinano le risorse dei rispettivi team. Ho rapporti diretti anche con i singoli dipendenti attraverso colloqui interni, sia su richiesta sia programmati (ad esempio, in fase di onboarding, ho dei colloqui programmati a una settimana e a un mese dall’assunzione). Inoltre, incontro le risorse ogni qualvolta si verificano situazioni come aumenti, variazioni contrattuali o problematiche specifiche, cercando di mantenere sempre una comunicazione chiara e costante.
Quali sono i tuoi obiettivi professionali futuri?
A lungo termine, il mio sogno sarebbe introdurre la settimana lavorativa corta, ma riconosco che in Italia, al momento, ci sono molte limitazioni che lo rendono difficile. Nell’immediato, il mio obiettivo principale è continuare a migliorare le procedure che ho creato per i vari aspetti delle risorse umane, rendendole sempre più efficienti. Vorrei anche promuovere più iniziative per il personale, magari in collaborazione con il reparto marketing e migliorare la comunicazione interna. Credo sia fondamentale che tutti i dipendenti conoscano meglio le attività e i successi delle altre aree aziendali.
C’è qualcosa che non ti ho chiesto ma che vorresti aggiungere?
Mi piacerebbe che i dipendenti fossero ancora più fidelizzati, perché credo molto nel potenziale di questa azienda. Se non ci credessi, non potrei svolgere il mio lavoro con la stessa dedizione. Cerco di trasmettere ai colleghi l’importanza delle cose belle che facciamo. Mi piacerebbe che i dipendenti conoscessero di più, proponessero idee e partecipassero attivamente al miglioramento aziendale.